avvocatomartorana.it Rss http://www.avvocatomartorana.it/ Salvatore Martorana Avvocato specializzato in Diritto Civile a Messina it-it Fri, 31 May 2019 18:14:39 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 avv.salvatoremartorana@gmail.com (Avvocato Salvatore Martorana) avv.salvatoremartorana@gmail.com (Salvatore Martorana) Archivio http://www.avvocatomartorana.it/vida/foto/sfondo.jpg avvocatomartorana.it Rss http://www.avvocatomartorana.it/ Danno da vacanza rovinata e tutela del viaggiatore: ultimi orientamenti. http://www.avvocatomartorana.it/post/459/1/danno-da-vacanza-rovinata-e-tutela-del-viaggiatore-ultimi-orientamenti

Danno da vacanza rovinata: bagaglio smarrito

In tema di danno da vacanza rovinata, la circostanza che il bagaglio sia andato smarrito prima dell’affidamento al vettore aereo è oggettivamente una circostanza rilevante ai fini della valutazione della responsabilità di quest’ultimo (nella specie, tale circostanza fu tempestivamente dedotta e ne fu data una prova astrattamente idonea a dimostrarne la veridicità e non essendo stata presa in considerazione dai giudici del merito sussiste vizio di omesso esame d’un fatto decisivo).

Cassazione civile sez. III, 12/02/2019, n.3978

 

Danno da vacanza rovinata: cos’è?

Il danno non patrimoniale da “vacanza rovinata”, secondo quanto espressamente previsto in attuazione della direttiva n. 90/314/CEE, costituisce uno dei casi previsti dalla legge ai sensi dell’art. 2059 c.c. di pregiudizio risarcibile, sicché spetta al giudice di merito procedere alla valutazione della domanda risarcitoria alla stregua dei generali precetti di correttezza ebuona fede e alla considerazione dell’importanza del danno, fondata sul bilanciamento, per un verso, del principio di tolleranza delle lesioni minime e per l’altro, della condizione concreta delle parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata, per omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione fra le parti, consistente nell’omessa valutazione della ripercussione negativa del tardivo ritrovamento del bagaglio sulla prosecuzione del periodo di vacanza).

Cassazione civile sez. III, 06/07/2018, n.17724

 

Obblighi contrattuali del tour operator

In tema di danno da vacanza rovinata, l’organizzatore (tour operator), ossia colui che si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfettario a procurare a terzi pacchetti turistici, assume specifici obblighi contrattuali, soprattutto di tipo qualitativo, inerenti, ad esempio, la modalità del viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi. Pertanto, tranne che nelle ipotesi di caso fortuito, forza maggiore o responsabilità del consumatore, qualora le prestazioni non siano esattamente adempiute, secondo un criterio medio di diligenza valutabile dal giudice del merito, sussiste in capo all’organizzatore la responsabilità contrattuale e il conseguente obbligo risarcitorio.

Tale responsabilità, peraltro, a norma del c.c., art. 1228, sussiste anche nell’ipotesi in cui i fatti illeciti siano realizzati dai suoi ausiliari, poiché, nel caso dei contratti turistici ‘tutto compreso’, il creditore si trova a dover prendere atto dei collaboratori scelti dal tour operator(vettore aereo, albergatore etc.), non avendo alcuna voce in capitolo nella scelta dei medesimi.

Corte appello Bari sez. II, 16/01/2018, n.46

 

Danno da vacanza rovinata: è risarcibile?

Il danno da vacanza rovinata è risarcibile soltanto a fronte dell’inadempimento degli obblighi gravanti sull’organizzatore o sul venditore di un pacchetto turistico.

Cassazione civile sez. III, 19/10/2017, n.24607

 

Risarcimento del danno da vacanza rovinata: onere dell’acquirente di biglietto aereo

L’acquirente di biglietto aereo che chieda la condanna dell’agente di viaggi al risarcimento del danno non patrimoniale da “vacanza rovinata” ha l’onere di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l’esistenza e l’entità del pregiudizio, in base alla disciplina codicistica del risarcimento del danno da inadempimento contrattuale.

Cassazione civile sez. III, 14/06/2016, n.12143

 

Coniuge non direttamente leso: risarcimento del danno da vacanza rovinata

Il danno da vacanza rovinata è rilevabile come lesione inerente il periodo in cui il lavoratore – oltre a poter giovare del riposo dovuto – dedica del tempo anche agli affetti familiari tutelabile ex art. 2043; ragion per cui è configurabile il risarcimento del danno da vacanza rovinata anche in capo al coniuge non direttamente leso da liquidarsi in via equitativa ex artt. 1226 e 2056 c.c.

Tribunale Reggio Emilia sez. I, 30/03/2016, n.434

 

Responsabilità dell’operatore turistico e servizi di sicurezza

Emergendo la piena ed integrale responsabilità dell’operatore turistico per i danni subiti dall’attore e dai suoi familiari a seguito del grave episodio di cui il primo in via diretta e i secondi in via riflessa sono stati vittime non ravvisandosi alcun concorso di colpa a carico del turista che facendo legittimamente affidamento sull’esistenza di servizi di sicurezza, abbia deciso di dormire tenendo la finestra aperta in un villaggio che era o avrebbe dovuto essere, comunque, recintato e sorvegliato, deve risarcirsi il danno da invalidità permanente, il danno biologico, dando rilievo al disagio connesso all’evento, personalizzando la liquidazione, nonché il riconoscimento in favore di ognuno dei componenti il nucleo familiare di una somma a titolo di ristoro del danno c.d. da vacanza rovinata.

Tribunale Monza sez. I, 14/12/2015, n.3077

 

 

Danni del viaggiatore

Tanto il venditore quanto l’organizzatore di viaggi turistici “tutto compreso” rispondono del danno patito dal viaggiatore, in conseguenza del fatto illecito del terzo della cui opera si siano avvalsi, non a titolo di colpa “in eligendo” o “in vigilando”, ma in virtù della sola assunzione legale del rischio per i danni che possano accadere al viaggiatore. Il danno è stato innanzitutto di ordine non patrimoniale, essendone rimasta coinvolta l’integrità fisica della persona dell’attrice (danno biologico), ma deve liquidarsi anche il danno non patrimoniale da vacanza rovinata da effettuare in via necessariamente equitativa, per cui si può fare riferimento alla somma che l’attrice aveva pagato per acquistare la vacanza e i giorni rimasti pregiudicati.

Tribunale Trento, 09/10/2015, n.928

 

 

Danno da vacanza rovinata: verifica della gravità della lesione e del pregiudizio

Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata richiede la verifica della gravità della lesione e della serietà del pregiudizio patito dall’istante, al fine di accertarne la compatibilità col principio di tolleranza delle lesioni minime (precipitato, a propria volta, del dovere di solidarietà sociale previsto dall’art. 2 Cost.), e si traduce in un’operazione di bilanciamento demandata al prudente apprezzamento del giudice di merito, il quale, dalla constatazione della violazione della norma di legge che contempla il diritto oggetto di lesione, attribuisce rilievo solo a quelle condotte che offendono in modo sensibile la portata effettiva dello stesso.

Cassazione civile sez. III, 14/07/2015, n.14662

 

Ritardo del viaggio e prolungata permanenza

Se per la durata programmata della vacanza sono state fornite, regolarmente e soddisfacentemente, tutte le prestazioni promesse nel pacchetto turistico, non può ravvisarsi la ricorrenza del cd. danno da “vacanza rovinata” ove il viaggio di rientro subisca un contenuto ritardo (nella specie di un giorno) rispetto al termine originariamente pattuito con il tour operator, non potendo una siffatta evenienza incidere negativamente sulla vacanza già interamente fruita e ciò soprattutto allorché nel giorno di prolungata permanenza vengano forniti adeguati servizi di supporto.

Corte appello Milano sez. III, 04/05/2015, n.1914

 

Articolo originale su: https://www.laleggepertutti.it/278080_danno-da-vacanza-rovinata-ultime-sentenze

 

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Fri, 31 May 2019 18:14:39 +0000 http://www.avvocatomartorana.it/post/459/1/danno-da-vacanza-rovinata-e-tutela-del-viaggiatore-ultimi-orientamenti avv.salvatoremartorana@gmail.com (Salvatore Martorana)
Criteri per effettuare il calcolo del danno differenziale http://www.avvocatomartorana.it/post/458/1/criteri-per-effettuare-il-calcolo-del-danno-differenziale

Secondo gli Ermellini il danno differenziale è una sottrazione tra poste omogenee (Cassazione Civile Sez. Lavoro 8 aprile 2019, n. 9744).

Dal risarcimento aquiliano va detratto soltanto “quella” parte della rendita sociale che attiene alle stesse poste risarcitorie ottenute, escludendo dalla sottrazione altre voci che non hanno fatto parte del risarcimento aquiliano riconosciuto al danneggiato.

Il fatto

Si discute se il danno differenziale, ossia la differenza tra il risarcimento aquiliano e l’indennizzo sociale che compete al danneggiato, debba avvenire mediante la asettica sottrazione di detto indennizzo al risarcimento, oppure mediante solo la quota dell’indennizzo che è omogenea alla posta riconosciuta nel risarcimento. 

La decisione

E’ noto che, ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 38/2000, oltre il 16% di invalidità, l’INAIL eroga in rendita non solo l’indennizzo per danno biologico, ma anche per danno patrimoniale, ossia l’incidenza di quel danno biologico sulla capacità lavorativa specifica. 

La Suprema Corte ribadisce come deve avvenire il calcolo.

La liquidazione del danno biologico cd. “differenziale” va operata secondo un computo per poste omogenee, sicché, dall'ammontare complessivo del danno biologico, va detratto non già il valore capitale dell'intera rendita costituita dall'INAIL, ma solo il valore capitale della quota di essa destinata a ristorare, in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 38 del  2000, il danno biologico stesso, con esclusione, invece, della quota rapportata  alla retribuzione ed alla capacità lavorativa specifica dell'assicurato, volta  all'indennizzo del danno patrimoniale. 

In questi termini, la Suprema Corte si era già espressa nelle sentenze nn. 13222 del 2015, 20807 del 2016, 17407 del 2016 e, più di recente, 25618 del 2018.

Come detto, laddove l’INAIL liquidi all'infortunio una rendita mensile vitalizia per un danno superiore al 16% di invalidità, l'indennizzo, per espressa previsione legislativa, ha necessariamente un duplice contenuto, perché quell'importo è destinato a compensare sia il danno biologico,  sia il danno patrimoniale da perdita della capacità di lavoro e di guadagno.

Pertanto il giudice deve procedere all'operazione di scomputo, anche ex officio (anche laddove l'INAIL non abbia ancora provveduto all'indennizzo: Cass. n. 9166 del 2017), tuttavia per poste  omogenee, ossia dal risarcimento aquiliano va detratto soltanto “quella” parte della rendita sociale che attiene alle stesse poste  risarcitorie ottenute, escludendo dalla sottrazione altre voci che non hanno fatto parte del risarcimento aquiliano riconosciuto al danneggiato.

 Articolo originale su altalex.com: https://www.altalex.com/documents/news/2019/05/02/

 

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Tue, 21 May 2019 12:20:01 +0000 http://www.avvocatomartorana.it/post/458/1/criteri-per-effettuare-il-calcolo-del-danno-differenziale avv.salvatoremartorana@gmail.com (Salvatore Martorana)
Danno tanatologico: quando il risarcimento e’ trasmissibile agli eredi. http://www.avvocatomartorana.it/post/445/1/danno-tanatologico-quando-il-risarcimento-e-trasmissibile-agli-eredi

Con la sentenza n. 4146/2019 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi del danno “tanatologico” e dei presupposti per la configurabilità del relativo risarcimento jure hereditatis in favore dei congiunti della vittima.

Il caso: A., C. e E,, quali eredi e rispettivamente genitori e fratello di B, deceduto a seguito di un sinistro stradale in cui come conducente di un motociclo si era scontrato con un'auto guidata dalla proprietaria, convenivano avanti al Tribunale di Roma la conducente dell'auto e la compagnia di assicurazione, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni.

In fatto evidenziavano che il congiunto, a seguito dell'urto frontale dovuto all'invasione di corsia da parte dell'auto, era deceduto dopo circa trenta minuti dolo lo scontro; tra le voci di danno i ricorrenti chiedevano in particolare, il risarcimento del danno biologico patito da B, come invalidita' permanente al 100% essendo egli sopravvissuto per un certo tempo dopo il sinistro.

Il Tribunale dichiarava la conducente dell'auto esclusivamente responsabile del sinistro e condannava solidalmente i convenuti, detratto quanto gia' versato, a risarcire i danni nella misura complessiva di Euro 212.310 per il padre, Euro 208.833 per la madre e Euro 137.779 per il fratello, oltre agli accessori e al 50% delle spese processuali.

La Corte d'Appello condannava la compagnia e la conducente dell'auto a rifondere ai congiunti l'ulteriore 50% delle spese processuali di primo grado, per il resto rigettando sia l'appello principale sia l'appello incidentale, e compensando le spese di secondo grado.

I congiunti della vittima ricorrono in Cassazione, censurando la decisione del giudice di appello, che aveva escluso il risarcimento del danno biologico jure hereditatis per essere B. sopravvissuto pochi minuti dopo il sinistro: l'istruttoria infatti aveva accertato che egli era morto dopo mezz'ora, tempo che invece la corte territoriale aveva ritenuto un lasso temporale insufficiente.

Per i ricorrenti, al contrario, non sarebbe insostenibile la trasmissione agli eredi dell'acquisizione del diritto da parte della vittima nello stesso momento in cui il diritto viene meno: "i diritti non vivono in uno spazio temporale, ma in uno spazio logico”

La Suprema Corte rigetta il ricorso, ribadendo sul punto i seguenti principi:

a) nel caso di morte per atto illecito il conseguente danno e' la perdita del bene giuridico "vita", che e' "bene autonomo", fruibile solo dal titolare e non reintegrabile per equivalente.;

b) poiche' una perdita, per rappresentare un danno risarcibile, deve essere rapportata a un soggetto che sia legittimato a far valere il credito risarcitorio, nel caso di morte verificatasi immediatamente o dopo brevissimo tempo dalle lesioni personali, l'irrisarcibilita' deriva dall'assenza di un soggetto al quale, nel momento in cui si verifica, sia collegabile la perdita stessa e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito, ovvero dalla mancanza di utilita' di uno spazio di vita brevissimo;

c) di conseguenza, il risarcimento nel caso in esame non è dovuto considerata la spiccata brevita' del tempo intercorso tra la lesione e il decesso della vittima - mezz'ora al massimo - e tenuto conto, per di piu', della situazione di assoluta incoscienza in cui egli trascorse il suddetto ridottissimo spazio temporale.

In conclusione, se la morte e' immediata o segue alle lesioni "entro brevissimo tempo" non sussiste diritto al risarcimento jure hereditatis.


 Articolo originale su AvvocatoAndreani.it : Danno tanatologico: quando il risarcimento e' trasmissibile agli eredi.

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Wed, 20 Mar 2019 00:00:00 +0000 http://www.avvocatomartorana.it/post/445/1/danno-tanatologico-quando-il-risarcimento-e-trasmissibile-agli-eredi avv.salvatoremartorana@gmail.com (Salvatore Martorana)